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Conferenza bracconaggio

Conferenza bracconaggio
Conferenza bracconaggio

Intervento del Presidente sulla conferenza bracconaggio

Ci tenevo far conoscere anche il punto di vista di un rappresentante di Carpfishing Italia.

Prima di tutto voglio ringraziare tutte le persone che si sono adoperate per rendere possibile la conferenza sul bracconaggio, adesso tocca alla politica.

Voglio esprimere la mia condivisione sul fatto di rendere penale anche il bracconaggio eseguito con qualsiasi attrezzo permesso alla pesca di mestiere, e il riconoscimento del pesce come bene indisponibile dello stato.

L’impoverimento delle nostre acque non deriva unicamente dai fenomeni di pesca illegale ma si identifica anche in tutte quelle norme, presenti nei regolamenti Provinciali e Regionali che consentono attività atte a prelevamenti legalizzati e sicuramente non meno preoccupanti. Alcuni esempi :

  • pesca di mestiere autorizzata in periodo di frega;
  • pesca di mestiere autorizzata in zone no kill nei confronti delle specie tutelate;
  • piccoli corsi d’acqua di larghezza non superiore a a qualche decina di metri considerate acque primarie e quindi aperte alla pesca professionale;
  • contenimenti effettuati senza un costante controllo con reti lasciate in pesca tutta la notte;
  • possibilità di esercitare la pesca nelle aree golenali, che nei periodi di piena diventano dei veri e propri magazzini di pesce (in provincia di Rovigo è vietata).

Ecco, questi alcuni esempi sui quali sarebbe auspicabile intervenire quanto prima, ed è possibile, agendo sui regolamenti Regionali e Provinciali nei quali si possono anche aumentare le sanzioni, sequestrare mezzi e sospendere determinate attività a difesa del patrimonio ittico.

Alcuni suggerimenti:

  • Relativamente al fiume Po sarebbe opportuno, come prima cosa, concordare tra le Regioni che hanno competenza, che la pesca professionale debba essere vietata nelle zone golenali, e nelle lanche morte del fiume.
  • Sui contenimenti, argomento comunque che merita profonda riflessione, si potrebbe pensare, esempio a vincolarli a autorizzazione specifica con indicate zona, tempi, orari, interrotti durante la notte con ritiro degli attrezzi; essere eseguiti esclusivamente sotto la sorveglianza delle guardie provinciali o volontarie.
  • Stabilire che pesci prelevati essere trasferiti nelle apposite zone, acque libere, dedicate ala pesca sportiva Relativamente al rilascio di nuove licenze di pesca di mestiere sarebbe auspicabile prevedere corsi ed esami obbligatori, conoscenza lingua italiana, oltre a titoli preferenziali quali residenza da un minimo di anni ecc. oltre ad aumentare l’importo annuale del versamenti.
  • Declassare i piccoli corsi d’acqua e inibire tutte le acque secondarie alla pesca di mestiere.
  • Consiglierei un tavolo di lavoro dove analizzare le varie leggi e regolamenti aggiornandoli e uniformandoli in ordine a quelle norme impattanti e anacronistiche e con inasprimento delle sanzioni nei confronti della pesca illegale.

Concludo con il denunciare il bracconaggio come una piaga che dilaga incessantemente e che trova qualche sporadico stop
grazie al lavoro delle forze di Polizia Provinciale, della Forestale , delle forze dell’ordine in generale, coadiuvate dalle Guardie Volontarie e da gruppi di generose e responsabili persone che segnalano continuamente i fenomeni illeciti.

Con questi attori vi sono altre componenti, associative, movimenti, singoli individui che con costanza sollecitano e denunciano alla Politica queste situazioni sperando in un intervento forte della stessa.

Anche CFI si muove da anni in questa direzione proponendo norme e mettendo in campo le proprie guardie volontarie. Ma come detto i risultati di contrasto contro questi pescatori di frodo sono gocce nel mare, un mare di illegalità che solo le forze di governo possono cercare di arrestare. Una presa di coscienza obbligatoria da parte di chi,politica tutta , ha il mandato di guidare il paese, dalle compagini locali a quelle ministeriali, dalle regioni allo stato centrale.

La politica sia unita nella ricerca di soluzioni rapide ed efficaci perché se non combatte le ingiustizie e l’illegalità riduce il suo fare alla semplice amministrazione. Non possiamo più aspettare.

Presidente Nazionale CFI

Agostino Zurma


 

Questo il saluto da parte di due consiglieri Regionali Veneti

Caro Agostino, voglio assicurarti che con i colleghi della quarta commissione stiamo lavorando affinchè la legge venga licenziata il giorno stesso della sua calendarizzazione, cioè il 25/02/2015, e successivamente l’approvazione definitiva in Consiglio Regionale la prima data utile, probabilmente il mese di Marzo.

Le modifiche alla legge sono propedeutiche a garantire e valorizzare i pescatori, tutelare e difendere le specie ittiche, e di inasprimento delle sanzioni sia pecuniarie che di confisca (e non più sequestro) degli attrezzi e mezzi usati dai bracconieri per depredare i nostri fiumi e corsi d’acqua.Nell’augurarti buon lavoro, porgo i più cordiali saluti.

Falconi Stefano


Il Grande fiume è un’enorme risorsa. E come tale va preservata, curata e valorizzata. E’ per questo che anche la pesca sportiva può e deve essere chiamata a dare il proprio contributo, questo in ogni ambito.

Se la pesca sportiva è una delle attività che caratterizzano la storia delle nostre terre, quella della pesca di frodo è una ferita aperta e, nonostante i continui controlli, i “predoni del Po” continuano nella loro azione.

E’ un problema serio, forse sottovalutato, visto e considerato anche che, con la riorganizzazione delle Province non si capisce ancora quale futuro avrà la polizia provinciale, che fra le altre cose si occupa proprio di sorvegliare i nostri corsi d’acqua. E’ quindi un appello il mio, più che una proposta, affinché si riesca a lavorare in modo coordinato fra istituzioni, forze dell’ordine, tutte, e associazioni per costruire una “rete di protezione” non solo per il Po ma per tutte le acque, in modo da arginare il fenomeno del loro saccheggio.

Proprio contro questa sempre maggiore attività malavitosa, anche il Consiglio Regionale del Veneto sta riordinando le norme sanzionatorie e non solo in modo da rendere ancora più efficace la lotta contro questa piaga.

Purtroppo non posso essere presente alla conferenza, nel corso della quale sono sicuro emergeranno idee concrete per la salvaguardia delle nostre acque. Non ho difficoltà a mettermi già da ora a disposizione, assicurando tutto il mio sostegno ad iniziative che vadano nella direzione di fermare la pesca di frodo.

Buon lavoro,

Graziano Azzalin

Vicepresidente commissione Pesca

Consiglio regionale del Veneto