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Indicazioni alla Politica

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E’stata di recente presentata una proposta di legge contro il bracconaggio, prevedendo particolari e specifici divieti in tal senso. Anche a CFI è stato chiesto di dare qualche indicazione, richiesta alla quale si è cercato di adempiere. Di seguito alcune note inviate alle rappresentanze Politiche in ottobre 2015 in vista della nuova proposta di legge contro il bracconaggio e non solo.

 

  • non è consentito lesercizio della pesca a strappo, con le mani ad eccezione della raccolta di molluschi gasteropodi e bivalvi in acque in zona salmastra C.
  • è vietato esercitare la pesca nei corsi e bacini dacqua ghiacciati come in quelli in via di prosciugamento sia naturale che artificiale;
  • è sempre vietato il trasporto e/o il deposito di attrezzi non consentiti a bordo di automezzi e delle imbarcazioni sia in navigazione che ormeggiate;
  • è vietato in tutte le acque interne lutilizzo di vasche di raccolta, galleggianti e/o ancorate per il contenimento del pescato, con lesclusione di quelle espressamente autorizzate dagli uffici regionali preposti o da ente delegato di competenza e arrecanti apposita tabella di identificazione;
  • è vietata la pesca professionale in zona A, nelle zone golenali, nei specchi dacqua stagnante formatisi in anse fluviali abbandonate dalle correnti, nelle zone No Kill, Catch & Release, zone trofeo, di ripopolamento, di riposo biologico, nei campi gara fissi ed in tutte le acque secondarie classificate sia di tipo B che C.

 In laghetti e bacini posti all’interno di proprietà privata è sempre vietata l’immissione di pesce di provenienza diversa da quella di allevamenti autorizzati.

Inoltre ci sono queste argomentazioni importanti per contrastare il bracconaggio e tutelare anche le specie alloctone, specie che in talune parti del territorio ormai rappresentano una percentuale altissima di biomassa.

Necessario stabilire una zona es. D a loro favore.

  • L’esercizio della pesca dilettantistico-sportiva è consentita senza limitazioni di orario in tutta Italia.
  • Stabilire che nelle acque di tipo B (ciprinicole) ove consentita, la pesca professionale potrà essere esercitata con il solo uso di bertovello per la cattura delle anguille, il cui diametro massimo della bocca deve essere di metri  0,60
  • Alla pesca professionale è vietata la commercializzazione di pesce vivo, diretta o indiretta, a favore di tutti bacini e laghetti posti all’interno di proprietà private, qualunque ne sia la finalità.
  • Zona D, che comprende le acque nelle quali è presente una fauna ittica riferibile in forma predominante alle specie alloctone e per le quali sia chiaramente impossibile un recupero ambientale; per dette acque si rendono necessarie deroghe in favore delle specie presenti, riferibili anche alla loro tutela
  • Contenimenti

Gli interventi di contenimento alle specie alloctone dovranno essere assoggettati a: 

  • autorizzazione specifica con indicate:
  1. requisiti degli operatori, zona, durata, orari esclusivamente diurni, tipologie di attrezzi, imbarcazioni e motori da utilizzare, oltre alle specie da contenere.
  • dovranno essere eseguiti esclusivamente sotto la sorveglianza delle guardie ambientali o volontarie.
  • i recuperatori scelti dovranno seguire un corso di formazione mediante il quale si evidenzi l’importanza degli interventi di contenimento e le modalità con cui si devono eseguire.
  • il mancato rispetto delle regole previste nel programma di recupero costituiranno infrazioni per le quali stabilire relative e idonee sanzioni.

Il presidente Nazionale

Agostino Zurma