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Informazioni Progetto Tutela Carpa

Progetto Tutela Carpa
Progetto Tutela Carpa

A settembre del 2009 veniva inviato a tutte le Provincie e Regioni italiane il testo del nostro progetto a tutela della carpa. I fenomeni di bracconaggio, sempre più indirizzati al trasferimento di carpe, soprattutto di pesi elevati, da acque pubbliche a acque private, necessitavano di un intervento da parte di CFI che tentasse di contrastarli in modo rapido e con una certa efficacia.

Progetto Tutela Carpa

In un mio precedente intervento affermai che la nostra associazione avrebbe elaborato proposte concrete e così è stato fatto. Il progetto, esporrò un rapidissimo riassunto per chi non lo avesse visionato, è atto a contrastare il prelevamento dei pesci che hanno per i pescatori di professione e per i bracconieri una grossa importanza commerciale. Si tratta appunto di esemplari di grosse dimensioni, carpe che difficilmente in regime di allevamento si possono trovare,  che hanno una rilevante importanza in termini di richiamo in acque private.

Si è voluto intervenire proponendo un limite di peso da applicare sia da parte dei pescatori di professione che da parte dei pescasportivi , personaggi questi ultimi che in alcuni casi, disattendendo completamente alla pratica del rilascio, commercializzano in prima persona i pesci catturati. Ebbene il limite da noi proposto era che pesci superiori agli 8,5 kg dovevano essere immediatamente rilasciati pena sanzioni severe.

Al nostro invito numerosissime provincie ed alcune regioni hanno prontamente risposto dichiarando che l’iniziativa era sicuramente interessante e che alle future riunioni delle commissioni ittiche il progetto sarebbe stato esaminato. Questo è stato per noi tutti ritenuto un primo importante riconoscimento al lavoro fatto, ma in effetti ancora non potevamo dire di avere modificato qualche cosa, di avere dato il via a un reale cambiamento.

Ma come in tutte le cose il lavoro paga, i contatti con le amministrazioni sono continuati, il volere a tutti i costi veder inserita questa norma, che non sarà certo la medicina per sanare definitivamente un male così grande, ma ne è sicuramente parte, è stato in questo periodo una nostra priorità .E così dopo soli quattro mesi le prime applicazioni della norma da parte delle amministrazioni sono arrivate.

La provincia di Vicenza, in persona del Dott: Zanotto mi ha comunicato che la misura massima è stata inserita, così come è successo nelle provincie di Macerata, Fermo, Ascoli, Ancona e in quelle di Torino e Ascoli Piceno  è solo in attesa di ufficialità.

Questa presa di posizione ne coinvolgerà  tante altre, i contatti che le sedi hanno intrapreso danno queste proiezioni. Per CFI sicuramente un grande incoraggiamento una spinta a continuare nel proprio lavoro, un motivo in più per essere orgogliosi di appartenere.

Il Presidente Nazionale

Agostino Zurma