CarpFishingItalia

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Cosa aspettate

Cosa aspettate
Cosa aspettate

Negli ultimi giorni ho avuto modo di rendere pubbliche, mediante Carponline e FB,( le riviste su carta sono state informate), degli ultimi importantissimi esiti ottenuti dall’operato di CFI in ambiti provinciali e regionali, riuscite che si vanno a sommare alle decine che ormai arricchiscono la bacheca dei nostri successi.

Risultati che risolvono problematiche che gli organi di propaganda citati evidenziano ormai con frequenza, difficoltà presenti nel mondo della pesca fatte risaltare da più parti e per le quali si chiedono continuamente risposte e interventi, che CFI ancora una volta non ha mancato di soddisfare.

Esiti che voglio brevemente ricordare: nuovo Regolamento Ittico Provinciale di Rovigo e Consulta Regionale  per la pesca ricreativa. Il primo vede inserite nel suo interno, oltre che norme atte a liberalizzare maggiormente la pesca sportiva in generale ed il carpfishing in particolare, regole che tutelano in modo inequivocabile  acque, fauna acquatica e le carpe nello specifico.

Mi riferisco ad alcuni punti in particolare: la misura massima per la carpa di 60 cm , l’amur non considerato specie da trattenere e la limitazione imposta ai pescatori di mestiere nel poter utilizzare le acque interne.

Risultati straordinari, ottenuti dopo anni di incontri e dibattiti tra tutte le realtà associative Polesane, unite e consapevoli del fatto che l’inizio di una svolta decisiva era necessario, e le Amministrazioni. Esiti dovuti alla politica del dialogo, del confronto e alla ricerca di sinergie da sempre attuata dall’Associazione che rappresento e che mi ha onorato della massima carica Nazionale. Nel secondo caso, a pochissimi mesi dalla comunicazione dell’aumento del costo delle licenze in Veneto, ecco la nascita di una consulta, indirizzata alla ricerca di settori particolari ai quali rivolgere questi maggiori introiti.

Le specifiche richieste avanzate da CFI, le assidue partecipazioni alle riunioni preliminari e la sua storia, ormai consolidata, di Associazione impegnata oltre che nel settore tecnico anche in quello ambientalista,  ha portato il sottoscritto a fare parte del tavolo di lavoro. Bene, ecco che la moltitudine di utilizzatori della rete, pronti a protestare contro le gravi  situazioni che attanagliano il mondo della pesca( alcune delle quali sono specifico oggetto dei nostri risultati), determinati nel criticare CFI per la sua inutilità, per le strategie scelte e chi più ne ha più ne metta , davanti a questi esiti, ripeto straordinari, reagiscono in modo meno interessato di quanto si sentano attratti dalla foto di un paio di chiappe. Non voglio fare la paternale a nessuno, ciascuno è libero di interagire con il mondo della pesca nel modo che ritiene più opportuno, però l’obbiettività quando i fatti parlano, credo sia doverosa. Desidero farvi riflettere sul fatto che in tutti questi anni si sono succeduti numerosi movimenti ed interessanti iniziative che purtroppo o si sono persi nel nulla o non hanno ottenuto la continuità di sostegno attesa  e che avrebbero potuto dare molto al mondo della pesca, soprattutto per la possibilità di agire in sinergia . CFI ha festeggiato il ventennio dalla nascita e si pone oggi come la maggiore Associazione “monotecnica” nel territorio Italiano vantando un curriculum di successi nei più svariati ambiti sicuramente invidiabile, se pensiamo derivanti dal puro volontariato.

Cosa aspettate

Allora carpisti cosa aspettate a lasciare da parte i personalismi, a mettervi veramente in campo per essere parte attiva dei necessari cambiamenti tanto desiderati e non iniziate a vedere nella nostra Associazione il vero e unico punto d’unione del mondo dell’hair rig e non solo?  I risultati parlano da soli, nel sito di CFI ne avete testimonianza, pensate a cosa si potrebbe fare se tutti dedicassero una briciola del loro tempo o almeno apportassero il proprio sostegno numerico a CFI garantendo in questo modo la possibilità di porsi con ancora maggiore rappresentatività.

E mi rivolgo anche a quelle decine di autori, tester, negozianti e aziende che con noncuranza ignorano ancora il movimento, un plauso a chi ci sostiene, e non contribuiscono in nessun modo ad una sua crescita. Non parlo sotto l’aspetto puramente economico ma principalmente con attività di supporto alle nostre iniziative e aiutando la divulgazione a favore dell’Associazione sul territorio. Non pensano questi signori, che il tempo che noi togliamo alla famiglia, alla pesca e al lavoro impegnandolo per ottenere norme più consone, moderne e  maggiormente di tutela per l’intero mondo della pesca e dell’ambiente sono in parte motivo, rispettivamente, delle loro catture e dei loro profitti.

Come direbbe Arbore” meditate gente, meditate”.

Il Presidente Nazionale

Agostino Zurma