Codice Etico


CODICE ETICO

CARPFISHING ITALIA

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Carp Fishing Italia adotta il seguente documento come proprio codice etico da divulgare e promuovere ai propri associati e ai gestori di acque pubbliche e/o private in cui si svolge l’azione di pesca.

 

1) I carpisti rispettano le leggi ed i regolamenti vigenti sul bacino in cui si svolgerà la sessione di pesca, pagando gli eventuali permessi, prima che questa sia iniziata.

 

2) I carpisti rispettano l’ambiente nel quale esercitano la pesca, ne mantengono inalterate le caratteristiche naturali, non modificandone in nessun modo la conformità se non per quanto strettamente necessario all’esercizio della pesca e comunque sempre nel rispetto della normativa vigente a tutela dell’ambiente e/o nel rispetto delle norme indicate dal gestore. Limitano al massimo le fonti rumorose e luminose.

 

3) I carpisti promuovono attività per la tutela ambientale dei luoghi di pesca, coordinandole con gli enti locali pubblici e/o privati ove possibile, promuovendone il ripristino e il mantenimento sia tramite i club di appartenenza che come singoli pescatori.

 

4) I carpisti lasciano la propria postazione di pesca in stato di decoro e di pulizia evitando di lasciare qualsiasi tipo di rifiuto solido e umido. In particolare il carpista non lascerà fili e terminali pericolosi per i volatili, non lascerà esche nel terreno fonte di proliferazione e attrazione per topi e ratti agenti di possibili trasmissioni infettive (epatite, leptospirosi, etc. etc.).

 

5) I carpisti segnalano ogni grave atto lesivo dell’ambiente e della fauna ittica presente alle competenti autorità nonché alle associazioni di pesca, ed in particolare segnalano gli atti di bracconaggio.

 

6) I carpisti adottano come propria la regola del catch & release (cattura e rilascio). La cattura ed il rilascio del pescato deve avvenire nello stesso ed identico bacino idrico in cui è stata fatta. Per nessuno motivo il pescato deve essere trasportato in altro ambiente sia esso pubblico o privato.

 

7) I carpisti supportano e si rendono disponibili ad eventuali operazioni di prelievo ittico, qualora queste siano autorizzate da autorità pubblica o svolta su mandato di ufficio pubblico competente, al solo fine della tutela del pesce e sua successiva re immissione nello stesso bacino o in ambiente simile in acque libere.

 

8) I carpisti non incentivano il depauperamento delle acque pubbliche prelevando o facendo prelevare materiale ittico da destinare in altri luoghi. I titolari di laghetti di pesca sportiva si impegnano con l’iscrizione a non immettere nel proprio impianto alcun pesce derivante da acque pubbliche

 

9) I carpisti rispettano tutti i pescatori e rendono possibile lo svolgimento delle altre tecniche di pesca cercando di arrecare il minor impatto ambientale possibile, rispettando in generale le convenzioni fatte con altre categorie di pesca sportivi ed i regolamenti interni nei luoghi privati.

 

10) I carpisti nell’esercizio della pesca attuano tutti gli accorgimenti per rendere la propria presenza sulle rive il meno possibile visibile ed adoperando ogni cautela per non rendere disturbo a coloro che ne usufruiscono. In particolare non accendono fuochi a fiamma libera, non montano tende a colori sgargianti, mantengono il campo per tutta la durata della permanenza in modo decoroso e non si rendono attori di comportamenti contrari all’ordine pubblico, il posizionamento dei ripari del campo garantiscono l’accesso ed il passaggio degli altri utenti.

 

11) I carpisti adottano tutte le cautele per l’incolumità dei pesci usando montature che in caso di rottura non ne possano comportare danni permanenti gravi e/o morte, usano ami e terminali che arrechino il minor danno possibile, usano obbligatoriamente guadini e materassini adeguati per le operazioni di slamatura e ove necessario procedono a disinfettare le eventuali ferite mantenendo il pesce sempre bagnato. Il pesce deve essere trattenuto solo per il tempo strettamente necessario a svolgere le foto di rito e rilasciato subito dopo in modo accorto e dopo una corretta re – ossigenazione.

Nei rari casi in cui sia richiesto uso di sacca di mantenimento (Carp sack), questa deve essere di dimensioni adeguate e non può contenere più di un solo ed unico esemplare; gli Amur non devono essere trattenuti e mantenuti in Carp sack e immediatamente rilasciati.

 

12) I carpisti promuovono la difesa dei pesci da trofeo come patrimonio ittico indisponibile dei pescatori e degli ambienti in cui vivono.

 

13) I carpisti non rivendicano nei confronti di altri pescatori l’esclusività di un posta di pesca ricordando che le acque pubbliche sono a disposizione di tutti. Nel reciproco rispetto etico tra pescatori si deve rispettare lo svolgimento della pesca in poste in continuità di pasturazione sempre che questa non precluda per tempi eccessivamente lunghi un luogo di pesca. Si suggerisce il rispetto di una distanza minima di 50 metri di distanza tra carpisti adiacenti, salvo che il luogo consenta spazi maggiori, o che il gestore consenta spazi minori dettati dalle caratteristiche del luogo.

 

14) I carpisti che utilizzano un natante non invadono il campo di azione di altri pescatori, limitano la permanenza in barca alle operazioni necessarie ad un corretto svolgimento dell’azione di pesca usando sempre il giubbino di salvataggio.

 

 

Si ricorda infine a tutti i pescatori sportivi che ogni anno accadono diversi incidenti sulle sponde delle nostre acque a causa di scariche elettriche, cadute e condizioni meteo al limite.

Si rammenta quindi di verificare la sicurezza del luogo evitando con cautela i cavi dell’alta tensione, usando abbigliamento consono, calzature opportune e dotandosi di un kit di pronto soccorso. Se si svolgono sessioni medie o lunghe (superiori alla giornata) andare in compagnia e comunque avvisare sempre persone di fiducia sull’itinerario che verrà fatto per la sessione di pesca.

Puoi prendere visione o scaricare, in formato pdf, il Codice Etico Carpfishing Italia cliccando sull’icona qui a fianco pdf-cod-etico